Intervista con Gary Rydstrom a View Conference 2012

Gary Rydstrom è uno dei più grandi sound designer di tutti i tempi.
Con i suoi effetti sonori ha contribuito alla realizzazione di pellicole entrate nella leggenda come Jurassic Park, Terminator 2, Titanic, Salvate il Soldato Ryan – solo per nominare quelle che gli sono valse i suoi 7 Academy Awards.
Sebbene molti dei titoli per i quali ha lavorato evochino produzioni milionarie e tecnologie di avanguardia, quando si tratta di suono Gary Rydstrom segue due semplici regole: “Simple is good” e “Il suono appropriato non è mai quello giusto” altrimenti detto “Usa suoni inaspettati“.
E’ così che con qualche piccola modifica il latrato del suo cane viene trasformato nel grido del Tirannosauro di Jurassic Park e rumore del cibo per cani che fuoriesce dal barattolo nel suono del Terminator liquefatto in Terminator 2 – I giorno del giudizio.
Ma Gary Rydstrom non è solo un mago del sound design.
Nel corso degli anni ha dato prova anche di essere un regista di talento come testimonia il suo brillante corto “Lifted” prodotto da Pixar – noto in Italia con il titolo “Stu – Anche gli alieni possono sbagliare” – e la direzione del doppiaggio americano degli ultimi film dello Studio Ghibli.
Ho avuto il privilegio di incontrarlo a View Conference 2012 ed ecco che cosa gli ho chiesto.
(I sottotitoli in italiano saranno presto disponibili. Nell’attesa trovi il transcript qui sotto)
Trovo che il tuo approccio al suono sia estremamente originale. Ho letto di come hai usato il suono di una macchina per cuocere il riso al vapore per creare alcuni effetti sonori in Casper. Geniale! Continui ad usare queste “soluzioni creative” o la tecnologia le ha rese obsolete?
Per quanto riguarda il mio approccio al suono, credo che sia semplice. La mia filosofia è che ci sono ovunque ottimi suoni, ma l’abilità del sound designer sta in come li usa.
Non importa di che suono si tratta, importa come ti fa sentire.
Nel caso di Ribelle (Brave), una delle cose più importanti che abbiamo dovuto curare era la voce della mamma orsa. Abbiamo registrato orsi, certo, ma c’è una cosa che faccio sempre…
Ho avuto due cani in vita mia, li ho registrati entrambi e li ho utilizzati per ogni sorta di cosa.
I suoni emessi dal primo cane erano stati usato in Jurassic Park per il T-Rex. I cani sono fantastici! Ho scoperto che il mio secondo cane – che non suona proprio come un cane sembra piuttosto una creatura brontolante – con un po’ di pitch down era perfetto per le vocalizzazioni di mamma orsa in Brave.
Come si può essere più semplici di così?
Lo abbiamo registrato anche di notte.
Durante la notte, mentre dormiva, emetteva suoni ancora più strani quindi prima di andare a letto ho lasciato il registratore acceso per registrare quanto sarebbe stato emesso nelle ore successive per poterlo utilizzare poi come verso dell’orso. Insomma quello che è semplice è buono.

Come è stato lavorare a Jurassic Park, il primo film in DTS?
Jurassic Park è stato estremamente innovativo sotto diversi aspetti, incluso a livello di effetti visivi.
Noi eravamo alla ricerca di soluzioni che permettessero al pubblico di godere della colonna sonora più a pieno. Il suono digitale stava arrivando nei cinema, il DTS, e Jurassic Park è stato il primo film pienamente per il DTS. Nello stesso tempo anche il Dolby Digital stava arrivando. Quindi era fantastico perché stava diventando più comune per il pubblico ascoltare un film bene. E Jurassic Park era un film perfetto per sfruttare i vantaggi di queste nuove tecnologie. Ci sono dinosauri ruggenti e quindi come sound designer vuoi circondare il pubblico, vuoi che la colonna sonora sia dinamica. E’ impressionante come il fatto di pensare che milioni di persone avrebbero avuto la possibilità di sentirlo bene mi sia stato di ispirazione per fare del buon lavoro nella creazione del suono per il film.
La gente lo avrebbe sentito bene. Era la giusta motivazione.
Ed è stato un lavoro di sound design divertente perché c’erano così tanti dinosauri diversi che permettevano di lasciare correre libera la creatività.
Per un sound designer era come essere in un negozio di caramelle!

Come è nata l’idea di “Stu” (Lifted) e qual è stata la difficoltà più grande che hai incontrato nel realizzarlo?
Allora, Stu è il nome del personaggio, sta per Studente.
Ho fatto gli effetti sonori per i primi corti della Pixar come Luxo jr, Tin toy, Knick Knack, etc… e adoro i corti della Pixar così quando sono andato alla Pixar la prima cosa che volevo fare era un cortometraggio.
Per me è stato anche un modo di imparare. Non avevo un background d’animazione ma solo di sound design per film live-action. Quindi ho potuto imparare sull’animazione.
Avevo questa idea di combinare un esame di guida con un rapimento alieno. Quindi ho messo insieme le due cose ma in realtà stavo facendo qualcos’altro. Una delle cose che amo di più al mondo sono i film di Stanlio e Ollio e in realtà stavo facendo un film di Laurel & Hardy con un tipo grosso e uno gracile. Quindi, per quello che mi riguarda, in realtà stavo facendo una commedia vecchio stile.
La sfida più grande è che ho dovuto imparare molto ma fortunatamente ero alla Pixar con persone fantastiche. Ho dovuto imparare a pensare in termini di animazione.
A volte mi hanno mostrato come come veniva fatta la computer animation e altre cose tecniche ma fortunatamente non avevo bisogno di sapere nulla di tutto ciò. Bastava che dicessi “fai così…” e loro lo facevano magicamente. Non ho dovuto comportarmi da tecnico. E questa è una cosa buona dell’essere regista. Praticamente non devi fare nulla. Devi parlare alle persone così che possano fare cose meravigliose. Quindi una sfida è stata imparare il processo ma in realtà, forse la sfida più grande per me è stata imparare a fare il regista. Avendo lavorato con molti registi, mi piace che i registi ti ispirino a fare, che ti aiutino ad aiutarli a fare il film. Ogni persona che lavora a un film dà il proprio contributo e il lavoro del regista è comunicare ciò di cui tratta il film, cosa sta cercando e poi lasciarti la libertà, l’opportunità di fare quello che fai bene e mi piace essere un regista di questo tipo.
Puoi raccontarci qualcosa sulla tua esperienza come direttore dell’edizione americana dei film dello Studio Ghibli?
Ho diretto il doppiaggio degli ultimi tre film dello Studio Ghibli usciti in America.
Si tratta di un’esperienza completamente diversa da quella di “Lifted” dove l’intero film doveva essere fatto. Nel caso di Studio Ghibli avevo un film già esistente e il mio lavoro era rimanere fedele a quel film e allo stesso tempo renderlo piacevole, intenso e altrettanto bello per il pubblico americano di quanto lo è per quello giapponese.
Questo viene fatto per tutti i film che vengono tradotti in altre lingue. E’ un lavoro duro e ho imparato quanto è difficile facendolo queste tre volte.
Penso ad esso come: cast, lavoro sullo script e sync all’animazione ma è divertente, ha senso, conosci i personaggi, si cura l’aspetto drammatico quello emotivo, e ci sono delle differenze – sia a livello culturale che di linguaggio – che tentiamo di tenere presenti e amo, amo, amo lavorare con gli attori e fortunatamente ho lavorato anche con grandi attori… lavoro con un cast fantastico perché questi attori amano i film dello Studio Ghibli, adorano La Città Incantata, Totoro… c’è un amore per questi film e per l’ultimo film abbiamo avuto nel cast Bob Bridges, Bruce Stern, Gillian Anderson, Jamie Lee Curtis, e prima Carol Burnett e altri attori fantastici che lo fanno perché amano i film dunque per me è stata una stupenda opportunità per lavorare il tipo di attori con i quali altrimenti non avrei mai avuto la possibilità di lavorare.
Torna a trovarci per vedere la masterclass che Gary Rydstrom ha tenuto a Torino per View Conference 2012 dal titolo “Unexpected Sounds”!
Laura Nuti
