“The Lady” di Luc Besson dal 23 marzo al cinema

La storia di un personaggio reale e attualmente in vita raccontata in modo intimo e personale.
“The Lady” non sembra affatto un film di Luc Besson ma vale la pena vederlo. Questa volta il regista ha scelto di raccontare la storia di “veri eroi e degni rappresentanti del genere umano”.

Lo scopo del film di Luc Besson non è tanto quello di divulgare la lotta politica del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, quanto quello di raccontare la dimensione umana della sua storia.

La vicenda politica, dunque, non è che lo sfondo della vicenda.
Il focus è sulla storia di una famiglia divisa per motivi politici: quella di una donna costretta a sacrificare la famiglia per il suo paese e quella di un uomo che deve affrontare mille avversità per continuare a sostenere sua moglie senza poterla vedere.

Nonostante il titolo, infatti, il vero protagonista del film di Besson sembrerebbe essere proprio Michael Harries, il marito di Aung San Suu Kyi interpretato da David Thewlis. Basta pensare all’arco di storia che è stato scelto di raccontare.

Forse è proprio lui il vero eroe della storia, il “grande uomo dietro la grande donna”. Un eroe dal tono dimesso, le cui gesta restano lontane dai riflettori ma che, loro malgrado, contribuiscono a portare benessere all’umanità.

Il film esce nelle sale italiane il 23 marzo 2012.
Fateci sapere che ne pensate:-)

Laura Nuti

P.s. – Qui sotto trovate il trailer del film, i video appunti della conferenza stampa del film che si è tenuta alla Casa del Cinema alla presenza di Luc Besson e un link ai video girati all’anteprima del film al Festival Internazionale del Film di Roma nel 2011.
Buona Visione!

Trascrizione

Luc Besson:
Conoscevo poco la storia di Aung San Suu Kyi.
Sapevo che aveva vinto il premio Nobel, che lottava per la democrazia nel suo paese ma non sapevo praticamente niente della sua storia personale.
Quando ho letto la sceneggiatura, ho pianto molto. Ero rimasto profondamente colpito dalla storia di questa donna che sostiene la non-violenza e che con i suoi 50 chili ha tenuto testa a 300.000 militari per 25 anni. Per me era semplicemente incredibile.
Ma è soprattutto la dimensione umana. Quello che l’ha fatta resistere in questi anni è l’amore che prova per suo marito, per i suoi figli, per il suo paese.
Credo che sia un esempio per la società di oggi.
E’ per tutte queste ragioni che ho accettato di fare il film in sole due ore.dovevo fare un altro film ma ho cambiato tutto e ho detto “Voglio fare questo”.
Penso che nella società di oggi sia importante fare un film dove ci siano veri eroi, dei degni rappresentanti del genere umano.

[immagini del trailer]

I Birmani non osano neanche pronunciare il suo nome dalla paura che hanno.
E’ per questo che viene chiamata “The Lady”
Perché non oserebbero mai pronunciare davanti a voi il nome di Aung San Suu Kyi.
Hanno talmente paura che non pronunciano il suo nome.
Quando si è in Birmania, è molto difficile avere informazioni su di lei.

[immagini del trailer]

Quando il popolo non ha più accesso alla cultura, è l’inizio della dittatura.
Credo che sia una delle prime cose che vengono tolte al popolo, attraverso la censura.
Dire questo no, quest’altro neppure, quello non si può mostrare.
Si comincia sempre così…

[immagini del trailer]

Due anni fa, in Birbania, se venivate colti con una copia del Times finivate in prigione.
Se questa sera aveste voluto andare a dormire da vostra sorella, avreste dovuto passare prima al commissariato per dare l’indirizzo di dove avreste passato la notte. Se poi la sera passasse un controllo e voi non foste a casa di vostra sorella, finireste in prigione.

[immagini del trailer]

Penso che la democrazia sia come l’amore, se non ce ne occupiamo va a finire male.

[immagini del trailer]

Clicca qui per vedere le video interviste con Luc Besson e Michelle Yeoh al Festival Internazionale del Film di Roma 2011